PROCESSIONARIA
Un pericolo mortale per il cane


CHI E'

La processionaria è un parassita appartenente all'Ordine dei Lepidotteri (Thaumetopoea pityocampa) chiamata anche Processionaria dei Pini.

 

COM'E' FATTA?

Processionaria_2

Larva: da giovane si presenta come una larva da 1 cm fino a 3,5 cm dotata di numerosi peli irritanti che usa come tecnica di difesa.

I gruppi di larve di processionaria si spostano quasi sempre in fila indiana e si compattano quando raggiungono il loro nido bianco di seta. Il nido viene usato per rideporre le uova o viene scartato (le nuove larve saranno costrette a ricostruirlo).


Processionaria_3

Adulto: le cosiddette "farfalle triangolari" non sono altro che processionarie adulte e sono totalmente innocue, sono notturne e non entrano molto facilmente nelle case abitate.

Le dimensioni possono essere variabili, ma la misura principale delle processionarie è di 3-4 cm (la femmina, in genere, è più grande del maschio) e l'apertura alare è di 5 cm circa.

La colorazione delle ali è variabile dal bianco sporco al giallo avorio chiaro con delle striature quasi invisibili di colore bruno.

Come molte falene, alcune di esse possono emettere, se minacciate, un liquido giallastro irritante per poi volare via.

La loro vita è molto breve, di solito non dura più di uno/due giorni.

 

DOVE SI TROVA

È un insetto diffuso nelle regioni temperate del bacino del Mar Mediterraneo (Europa meridionale, Medio Oriente e Africa settentrionale); si trova soprattutto lungo le alberature stradali e sulle piante marginali delle formazioni boscose. È considerato come uno dei principali fattori limitanti per lo sviluppo e la sopravvivenza delle pinete del Mediterraneo.

 

CHE PIANTE ATTACCA

E' un parassita che attacca prevalentemente i Pini (specie Pinus nigra e Pinus sylvestris, ma talvolta danneggia anche Pinus halepensis, Pinus pinea e Pinus pinaster; di rado attacca Pinus strobus) e, occasionalmente, anche i larici, i cedri, i noccioli, i castagni, i faggi, i carpini e le betulle.

Le sue piante predilette sono, comunque, quelle giovani (2-5 anni).


La Processionaria dei Pini è quella più conosciuta, ma esiste anche un altro tipo di Processionaria, detta Processionaria delle Querce (Thaumetopoea processionea), che attacca le querce a foglia caduca (Quesrcus robur e Quercus peduncolata) di cui si nutrono le sue larve.

Le uova di questo insetto si schiudono in primavera, proprio nel periodo in cui sugli alberi compaiono le prime foglie. In alcune regioni la diffusione (e i danni) sono tali da costituire una vera e propria piaga per le querce. I nidi si trovano di solito sul lato meridionale (il più soleggiato) dei tronchi e in zone in cui gli alberi sono particolarmente concentrati. Meno frequente è la presenza di tale larva nelle zone boschive, dove pare sussistere un certo equilibrio con le specie predatrici, quali la vespa Ichneumonoidea, la mosca Diptera e il coleottero Calosoma sycophanta. I bruchi si spostano durante le ore notturne in cerca di cibo formando lunghe file simili a processioni, dalle quali il nome comune dell'insetto.

Le larve si nutrono di foglie di quercia e la loro presenza è segnalata dalla presenza di alberi spogli durante il periodo primaverile ed estivo. La Processionaria delle querce è originaria dell'Europa centrale e orientale, ma si è diffusa anche in Europa occidentale.



COME SONO FATTI I NIDI
Processionaria_4Processionaria_5






I nidi di Processionaria, dove svernano le larve, sono riconoscibili anche a distanza: sono di forma piriforme e di colore bianco brillante, localizzati soprattutto sulle cime e agli apici dei rami laterali.

Si possono vedere soprattutto dalla fine dell'autunno fino all'inizio dell'inverno.

 

LA LOTTA CONTRO LA PROCESSIONARIA

In Italia dal 1998 la lotta a questo insetto è obbligatoria (Decreto Ministeriale 17.04.1998).

Questo pericoloso lepidottero può essere combattuto utilizzando diversi metodi:

 

·         Pesticidi appositi: coi quali sarà necessario irrorare le larve stesse e non i nidi: il bozzolo del nido infatti neutralizza l'efficacia del pesticida.

Per l'eliminazione delle larve morte, occorre comunque utilizzare la massima cautela; anche se il metodo migliore consiste certamente nel bruciarle, i residui carbonizzati risultano ugualmente urticanti, perciò è da evitare il rimanere sottovento o nelle vicinanze del falò, soprattutto con parti del corpo scoperte (compresi viso e occhi).

 

·         Lotta meccanica: consiste nella distruzione delle larve, tagliando le cime dei rami. Si avvolge il tronco con del cellofan (prima della discesa delle larve, che avviene in genere dalla seconda quindicina di febbraio alla prima quindicina di marzo), si distribuisce uniformemente della colla entomologica e quando è satura la trappola si sostituisce.

 

·         Lotta guidata: obbligatoria (D.M. 30/10/2007) e consiste nell'uso di feromoni per catture massali.

 

·         Lotta biologica e biotecnologica: la prima tecnica prevede l'uso di prodotti a base di Bacillus thuringiensis, ssp. kurstaki. Questa tecnica risulta difficile da attuare, o molto costosa, quando gli esemplari infestati sono di grandi dimensioni. Inoltre, vista la presenza di nidi sericei a protezione delle larve, non è detto che tutte vengano raggiunte dal bacillo.

La seconda tecnica prevede, invece, l'uso di trappole sessuali (trappole a feromoni). Queste trappole rappresentano il miglior metodo di contrasto al lepidottero parassita. L'efficacia è dovuta sia alla cattura di molti maschi, che non riescono più ad uscire dalla trappola, sia al disorientamento degli stessi ad opera degli ormoni sessuali femminili della trappola. Le trappole si posizionano nei mesi di giugno e luglio, periodo di sfarfallamento degli esemplari adulti, ed ogni 3-4 settimane va cambiata la pastiglia del principio attivo. Ogni 3-4 giorni va controllata la trappola per vuotare il contenitore dove vengono intrappolati gli animali.

Interessante è l'impiego della Formica rufa, uno dei pochi nemici naturali di questo lepidottero.

 

·         Interventi chimici: uso di larvicidi, come il diflubenzuron.

 

·         Utilizzo delle armi da fuoco: è efficace, ma solo nel periodo da dicembre a gennaio, quando le larve si riuniscono nei bozzoli per sopravvivere alle basse temperature grazie all'effetto di gruppo. Non sono i pallini da caccia che le uccidono direttamente, ma sparando il bozzolo si lacera, il freddo penetra e l'abbassamento della temperatura uccide le larve nei mesi successivi.

 

CHE DANNI PROVOCA

Alle piante: allo stato larvale causa delle necrosi sulle foglie e sui rametti degli alberi invasi, come dei defogliamenti.

Agli animali a sangue caldo, uomo compreso: i danni provocati dalla penetrazione dei peli nella cute possono essere modesti o assumere notevole gravità. Nella pelle, dove si infiggono le setole o i loro frammenti, insorge un molestissimo eritema papuloso, fortemente pruriginoso, che può scomparire dopo qualche giorno; mentre conseguenze più gravi si hanno quando i peli, o frammenti di essi, giungono a contatto con l'occhio, la mucosa nasale, la bocca o peggio ancora, quando penetrano nelle vie respiratorie e digestive.

 

I DANNI NEL CANE

La processionaria risulta molto pericolosa per i cani, i quali, annusando il terreno, possono inavvertitamente ingerire i peli urticanti che ricoprono il corpo dell'insetto.

I sintomi che un cane presenta in questa spiacevole evenienza sono spesso gravi.

Il primo sintomo è l’improvvisa e intensa salivazione, provocata dal violento processo infiammatorio principalmente a carico della bocca ed, in forma meno grave, dell’esofago e dello stomaco.

In questi casi il padrone intuisce la gravità di quanto è successo, perché vede che il fenomeno non accenna per niente a diminuire, anzi con il passare dei minuti, soprattutto la lingua, a seguito dell’infiammazione acuta, subisce un ingrossamento patologico a volte raggiungendo dimensioni spaventose, tali da soffocare l'animale.

I peli urticanti, entrando in contatto con la lingua, causano una distruzione del tessuto cellulare: il danno può essere talmente grave da provocare processi di necrosi con la conseguente perdita di porzioni di lingua.

Altri sintomi rilevanti sono: la perdita di vivacità del soggetto, febbre, rifiuto del cibo, vomito e diarrea e soprattutto quest’ultima può essere anche emorragica.

 
Processionaria_6








COSA FARE APPENA IL CANE VIENE COLPITO

La prima cura da apportare ad uno sfortunato cane colpito da processionaria consiste nell'allontanare la sostanza irritante dal cavo orale: per questo fine bisogna effettuare un abbondante lavaggio della bocca con una soluzione di acqua e bicarbonato.

Questa manovra non è sempre agevole, sia dal momento che il cane sta soffrendo e sia perché può essere per sua natura aggressivo; è dunque consigliabile fare uso di una siringa senz’ago con la quale poter spruzzare ripetute volte la soluzione di lavaggio in bocca.

Dopo questo primo intervento bisognerà fare d’urgenza altre cure appropriate a seconda della gravità del caso, che soltanto il veterinario potrà eseguire.


 



   
 


L.B.International snc
P.Iva 02411450402
Coopyright 1998-2012  

  Site Map